3 domande, 3 risposte ad Angelika Hayer
20.08.2026

Angelika Hayer

«Le e gli insegnanti non devono dire cosa sia giusto o sbagliato»

L’alimentazione, componente essenziale della vita quotidiana, mette in relazione la salute con l’ambiente, l’economia e la società. Angelika Hayer, vicedirettrice della Società Svizzera di Nutrizione (SSN), spiega come affrontare queste interrelazioni nell’insegnamento, senza cadere nel moralismo, e come integrare l’alimentazione in una cultura scolastica vissuta anche al di fuori dell’aula.

Perché il tema dell’alimentazione si presta particolarmente bene a mettere in luce le interrelazioni tra salute, ambiente e società?

L’alimentazione riguarda tutti noi, ogni giorno. Si tratta quindi di un tema strettamente legato alla vita quotidiana, ideale per mettere in luce le interrelazioni tra salute, ambiente e società. Più volte al giorno prendiamo decisioni che riguardano il cibo: quando facciamo la spesa al supermercato, quando prepariamo i pasti a casa, o quando scegliamo un menu fuori casa. Alcune decisioni le prendiamo consapevolmente, altre in modo più spontaneo o per abitudine. Le nostre scelte alimentari e il cibo che mangiamo hanno un impatto su molti aspetti, tra cui la nostra salute, il clima, il benessere degli animali, l’economia, la giustizia sociale, ecc. Il tema dell’alimentazione offre quindi l’opportunità di rendere comprensibili queste interrelazioni articolate e complesse e di sviluppare nelle allieve e negli allievi la capacità di prendere decisioni consapevoli, sia quando fanno la spesa che quando mangiano. In questo modo collegano direttamente le conoscenze teoriche ad azioni concrete compiute nella vita quotidiana.

Inoltre, questo tema si addice particolarmente perché può essere trattato a tutti i livelli scolastici, adeguandolo di volta in volta all’età delle allieve e degli allievi. Già nel 1° ciclo, si può parlare della stagionalità e della provenienza dei frutti e di come valorizzare gli avanzi per evitare lo spreco alimentare mentre si prepara uno spuntino. I materiali didattici relativi al disco alimentare e il dossier tematico sull’alimentazione forniscono interessanti stimoli per l’insegnamento.

Quando si parla di alimentazione, si finisce rapidamente per ragionare in termini di giusto o sbagliato, sano o malsano, sostenibile o non sostenibile. Come possono le e gli insegnanti trattare il tema dell’alimentazione senza cadere nel moralismo e, nel contempo, affrontare con serietà questioni relative alla salute, alle risorse e alla responsabilità?

Le e gli insegnanti non devono dire cosa sia «giusto» o «sbagliato». Possono invece aiutare le allieve e gli allievi a individuare le interrelazioni, a considerare diversi punti di vista, a soppesare le opzioni d’intervento e a prendere decisioni informate. Invece di classificare semplicemente gli alimenti in sani o malsani, sostenibili o non sostenibili, è meglio porre domande aperte: «Quali fattori influenzano le nostre scelte alimentari? Che conseguenze hanno queste scelte? Perché le abitudini alimentari variano a seconda della cultura?». Grazie a simili domande, la complessità del tema emerge subito chiaramente. Innumerevoli fattori influenzano le nostre scelte (per esempio il gusto, il prezzo, le abitudini, la cultura, la situazione sociale, gli atteggiamenti e i valori) e il nostro comportamento ha molteplici ripercussioni su di noi e sull’ambiente. Le conseguenze non sono sempre inequivocabilmente positive o negative. È quindi molto interessante discutere con le allieve e gli allievi per capire in quali ambiti si completano a vicenda gli obiettivi salutari, ecologici, sociali ed economici e in quali invece sussistono conflitti di obiettivi. Su questa base, le allieve e gli allievi possono individuare le proprie strategie d’azione e prendere decisioni consapevoli.

Cosa possono fare concretamente le scuole per integrare l’alimentazione nella cultura scolastica e nell’ottica dell’ESS, invece di trattare il tema solo di tanto in tanto?

Le scuole possono integrare l’alimentazione in modo globale, dandole visibilità e offrendo occasioni concrete per sperimentarla nella quotidianità scolastica, ma soprattutto non trattandola solo saltuariamente durante l’insegnamento. Ciò significa inserire il tema dell’alimentazione in varie materie e nell’ambito di diversi progetti. Particolarmente efficaci sono gli approcci orientati all’azione, come cucinare, organizzare degustazioni, creare giardini scolastici, gestire il chiosco della ricreazione, visitare una fattoria, nonché promuovere iniziative e progetti che consentano di approfondire diversi aspetti dell’alimentazione come la salute, lo spreco alimentare e la giustizia sociale. In questo modo, l’alimentazione non viene insegnata in modo astratto, ma è associata ad esperienze concrete. In quest’ambito, iniziative e attività come fit-4-future, GORILLA e la GemüseAckerdemie (l’accademia delle verdure), nonché le proposte didattiche della SSN sostengono le scuole nei loro intenti.

In questo contesto, le mense scolastiche svolgono un ruolo centrale. Se le raccomandazioni relative a un’alimentazione equilibrata e sostenibile sono prese in considerazione da chi gestisce il servizio di ristorazione delle strutture diurne e il chiosco della ricreazione, la scuola acquisirà credibilità, perché non si limita a parlare di alimentazione, bensì dà l’esempio. Le allieve e gli allievi possono così sperimentare in prima persona come nutrirsi in modo sostenibile nella vita quotidiana e, soprattutto, scoprire che un’alimentazione di questo tipo è pure gustosa. Questa esperienza può a sua volta influire positivamente sulle abitudini alimentari delle allieve e degli allievi al di fuori della scuola. Le linee guida per le mense scolastiche sono disponibili all’indirizzo seguente: https://www.blv.admin.ch/it/ristorazione-collettiva.

A proposito di d'Angelika Hayer

Angelika Hayer è vicedirettrice della Società Svizzera di Nutrizione (SSN).